Le associazioni italiane all’estero non possono e non devono restare indifferenti ai profondi mutamenti che connotano questa fase della nostra storia a livello mondiale (20/01/2010)
Noi italiani residenti all’estero abbiamo il preciso dovere di concorrere in prima persona ai profondi cambiamenti politici, economici e sociali già in atto qui in Brasile come nel resto del pianeta che, con progredire esponenziale, interesseranno anche i prossimi anni.
Dobbiamo dunque porci nella migliore condizione possibile per interpretare dinamicamente il susseguirsi di nuove realtà, in modo tale da poter sfruttare al meglio le opportunità che via, via si presentiranno. Per conseguire tale scopo, non è affatto da escludere la possibilità di dover aggiornare il ruolo degli attuali dirigenti delle diverse associazioni italiane esistenti nel nostro paese.
Indiscutibilmente negli ultimi anni la tecnologia ha cambiato soprattutto il modo di comunicare e ciò, come in un “feedback”, ha modificato e continua a modificare significativamente i rapporti sociali ed economici unitamente alle loro sovrastrutture. Le numerose iniziative portate avanti dalle singole regioni italiane compresa la nostra, ovvero il Veneto, hanno senza dubbio contribuito a determinare nuove realtà, le quali devono essere reinterpretate sia, in primis, dai vecchi, sia dai nuovi dirigenti, in molti casi ancora legati ad impostazioni ormai obsolete. Secondo questa logica, diventa ineludibile la modernizzazione ed il riassetto ad ogni livello delle varie associazioni, aggiornare tutte le loro componenti è sinonimo infatti di una migliore diffusione della cultura italiana con i suoi valori intrinsechi. Con tutto ciò non dobbiamo però dimenticare l’importanza delle manifestazioni e degli eventi fino ad oggi realizzati in ambito associativo, atti a tener sempre vivo il legame con le nostre radici quindi con la Madre Patria; tali momenti ancora oggi, rappresentano un veicolo irrinunciabile per tramandare e diffondere in ogni direzione la tradizione e la cultura italiana. Ai nostri giorni ha ancora più senso, se possibile, rinforzare la memoria nei confronti di quelle ricorrenze popolari, in special modo a sfondo religioso, che tradizionalmente sono state e continuano ad essere un importante momento d’aggregazione e di comunicazione. Non certo in secondo piano va posta “La Cucina”, specchio di specifiche e molteplici condizioni sociali, economiche, climatiche e topografiche, relative ad altrettante realtà del nostro paese d’origine.
Divulgare tutto ciò concorre a stimolare l’immaginario di coloro che, lontani dalla patria dei propri avi, non hanno mai avuto un contatto diretto col “Bel Paese”, ne derivano quindi inedite interpretazioni, fucina di una nuova cultura anch’essa tutta italiana. Adesso però si rende prioritariamente necessario operare un salto di qualità, individuabile in un vero e profondo interesse in ambito politico, da vivere come momento principe nell’esercizio delle proprie libertà. Il contribuire attivamente e coscienziosamente alle scelte del proprio paese è sinonimo di cultura, una cultura con la “C” maiuscola. La politica inoltre è un mezzo indispensabile a far pesare la nostra entità d’italiani residenti all’estero. I non pochi riconoscimenti di cui godiamo sono anche il frutto di un impegno politico serio profuso negli ultimi anni da tutti coloro che abbiamo delegato a rappresentarci nel parlamento italiano. Ciò non deve assolutamente farci nel modo più assoluto “sedere sugli allori”, anzi, dobbiamo essere consapevoli che un sempre più crescente impegno politico da parte nostra equivale ad una sempre più ampia visibilità.
Il ritardo quindi i dubbi da parte di alcuni in ambito associativo a prendere una qualsiasi posizione politica sono più che giustificati, infatti la legge 459, quella, per intendersi, che ha reso possibile il voto agli italiani residenti all’estero, è in vigore solo dal 2001. Concordo nella maniera più assoluta che il trasformare le associazioni in partiti politici rappresenterebbe un errore gravissimo, le associazioni infatti hanno una funzione specifica e complementare a questi ultimi; rinunciare a queste vorrebbe dire fare a meno di una componente indispensabile alla vita democratica di un qualsiasi paese. Ciò però non esime assolutamente dal dibattito politico in ambito associativo; la politica infatti è uno strumento indispensabile a non perdere di vista una qualsiasi realtà sociale. Senza punti di riferimento oggettivi diventa impossibile una qualsiasi azione dalla purché minima efficacia, questo in qualsiasi ambito. La disaffezione ed il conseguente disinteresse nei confronti della politica è uno status del tutto antitetico alla funzione che le associazioni italiane si sono prefisse già al momento della loro istituzione, ovvero dare il proprio contributo alla società, prefiggendosi e lavorando per conseguire obiettivi reali e concreti, condivisibili, nel nostro caso, anche dai connazionali residenti in patria, attivando così una nuova dialettica, humus e catalizzatore per una società sempre più civile.
È opportuno quindi ribadire che il voto, prima ancora che un diritto, è un dovere civico per ogni cittadino. La possibilità che oggi abbiamo di scegliere i nostri rappresentanti è frutto soprattutto del sacrificio di tanti nostri fratelli che, in molti casi ancora giovanissimi, hanno donato la loro vita per consentirci di vivere in una società migliore. Andare a votare prima di tutto è un dovere proprio nei loro confronti. L’essere grati a questi eroi, votando e facendo votare, equivale, oltre che a sentirsi, essere fattivamente ancora più italiani. Le associazioni, in qualità di componenti fondamentali di una qualsiasi società democratica, non possono che promuovere nella maniera più trasversale possibile il dibattito politico al proprio interno e al di fuori dell’ambito strettamente associativo, altresì queste non devono in alcun modo rappresentare un veicolo propagandistico al servizio esclusivo di determinati partiti o candidati. Ogni associazione, come già detto, ma è importante ribadirlo, in quanto tale non può che essere fisiologicamente plurale e pluralistica.
A mio avviso è importante tenere presente che la più ampia partecipazione alla vita politica del proprio paese d’origine da parte degl’italiani residenti all’estero può rappresentare per l’Italia una grossa risorsa anche in termini economici. Una piena integrazione da parte di questi cittadini, grazie al contatto diretto con altri stati, consentirebbe al “Made in Italy” un consolidamento quindi una conquista di ulteriori nuovi mercati, facendo così assumere al nostro paese un ruolo sempre più da protagonista in ambito internazionale.
In questo nuovo quadro il ruolo delle associazioni italiane diventa importantissimo. Integrare e promuovere il dibattito politico, senza rinunciare nel modo più assoluto alle funzioni fino ad oggi svolte peraltro egregiamente, significa ridurre in maniera più che significativa la distanza che ci separa da un’Italia sempre più nostra e più prospera, grazie anche ad un nostro rinnovato e sempre più crescente interesse per la sua vita politica.
LUIGI MOLOSSI
Consigliere Comites PR/SC
Consultore Veneto PR
Membro fondatore MAIE