La Polenta… - Fev/2008

Titulo: Magari la polenta non ci manchi mai.

Dopo aver letto che il Sig. Fumagalli, Presidente del Circolo Italiano de Brusque-SC, ha decretato la fine dell’era del “Pollo con Polenta”, basato sulla iniziativa del Ente da lui comandato, che intende selezionare candidati a 15 posti, più 3 utenti a partecipare di un corso “Master in Certificazione di Processi Produttivi e Prodotti nel Settore Agro-Alimentare”, subito mi è venuto in mente cosa noi del Sud del Brasile abbiamo bisogno di imparare nei detti settori all’estero. Quest’argomento è stato bene analizzato dal Sig. Antonio Alberti, nel suo articolo presente nella Rivista Insieme – ed. Gennaio 2.008, il cui non voglio riproporre adesso.

Per caso dobbiamo smettere di mangiare pizza o pasta per dimostrare che siamo pronti ad sviluppare la nostra cultura o dare opportunità di studio o lavoro ai nostri giovani? Il popolo gaucho ha preso degli indios la bevanda chiamata mate (chimarrão) e l’ha trasformata in stendardo della sua cultura ed identità e sono anche orgogliosi di farlo in qualsiasi livello, ossia, tra ricchi o poveri. Una frase come questa è un grandissimo passo indietro, quando si parla tanto di rafforzare le caratteristiche che ci mettono assieme come popolo e cittadini di un paese, cercando di mantenere i legami con la nostra madrepatria.

Pollo con polenta è il piatto principale che viene servito nel Madalosso, il secondo più grande ristorante del mondo a numero di persone servite, nel nostro quartiere Santa Felicidade, a Curitiba e, anche se non è il piatto tipicamente italiano, come spesso fanno riferimento gli amici che intendono della gastronomia, è una ricetta che piace a tutti, visitatori locali o da ogni parte del mondo. A parte dello sfruttamento di questo cibo come attività commerciale – che indica un componente positivo della stessa – non credo che la condanna imposta al “Pollo con Polenta” sia il modo migliore di cominciare un nuovo tipo d’atteggiamento tra gli enti responsabili alla formazione dei nostri giovani, come se fosse legge dimenticare il passato per cominciare una nuova “era”. Nel 26 gennaio 2008, il Vescovo di Criciuma-SC, Dom Paulo de Conto, durante l’apertura del COMVESC 2008, dice ai presenti: “Dobbiamo pensare al passato, con i piedi al presente e con l’occhio al futuro”. Ancora è possibile ricordare Cervantes che dichiara: “La storia è il testimonio del passato, l’esempio del presente e l’avvertimento del futuro”.

E la polenta? Escludendo qualche sentimento contrario, i veneti sono orgogliosi della sua fama di “Polentoni”, questo perché durante più di un secolo è stata una delle basi della sua dieta quotidiana, portata anche nelle Americhe con l’emigrazione. Ad esempio del nostro grande Frate Rovilio Costa (Insieme Gennaio 2008, pag. 12/13), mangiando polenta, formaggio, salami, uova, radicchi e altri cibi meno ricordati, tanta gente ha potuto crescere, studiare, laurearsi più di una volta, come è successo a me, senza dimenticare le radici e le tradizioni famigliari italiane.
Mio padre Angelo Molossi, chiamato “Angelin Cremonese”, durante i 15 anni che mi ha curato a Nova Bassano-RS, fin che sono partito per studiare a Curitiba, prima o dopo delle diverse polente che abbiamo preso insieme, mi disse più di 100 volte una cosa che penso non abbiamo bisogno dei fondi sociali europei per imparare: - Figlio: devi studiare, studiare, studiare. Più studio, più mi rendo conto dell’importanza della polenta, del pollo, delle danze folcloristiche, delle scuole medie, delle università, dei master, degli stage nelle grosse ditte, in fine, della cultura e vocazione imprenditoriale degli italiani che ci muove avanti dai primi passi e anche ci permette di studiare e fare una carriera professionale.

Oggi desidero insegnare l’italiano, aiutare i giovani italo-brasiliani di varie età a trovare un interscambio, un lavoro, una formazione professionale, una strada per la sua vita, ma che sia legata ai valori della famiglia, della fede cristiana e alle sue origini. E, se in mezzo a tante riunioni, incontri, aule e altre attività, ci capita una polenta con pollo, la prenderemo volentieri.

Molossi Luís.

Avvocato,

Membro del Comites PR/SC,

Professore di Italiano presso il CCI PR/SC